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giovedì 1 ottobre 2015

Reddito di cittadinanza: anche l'Europa ce lo chiede!!!!

E' di recentissima approvazione al Parlamento Europeo la "Relazione per le politiche degli stati membri a sostegno dell'occupazione". Con questo documento, redatto annualmente, l'Unione Europea indica le linee guida per uscire dalla crisi occupazionale da cui l'Europa è afflitta oramai da diversi anni.
Questa relazione mi ha colpito per il capitolo riguardante le misure straordinarie contro la povertà; infatti ilParlamento Europeo in questo capitoloinvita gli stati membri che ancora non si sono adeguati (ovvero Italia e Grecia) ad introdurre al più presto il REDDITO DI CITTADINANZA
Questo strumento viene considerato come efficace nel dare sostegno a quella parte di cittadini che vive in condizione di povertà a causa della mancanza di lavoro o in presenza di un reddito non sufficiente a provvedere alla sopravvivenza.
E' bene ricordare come la Costituzione Italiana, a differenza di altre situazioni, sia coerente con questa richiesta europea e infatti trai principi fondamentali recita:
-"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro"... art. 1
-"La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto."... art. 4
In questo momento, nell'Unione Europea, il 25% circa dei cittadini vive al di sotto della soglia di povertà main 26 stati su 28 è presente il reddito di cittadinanza oltre ad altre misure straordinarie per sostenere l'occupazione.
Nel nostro paese invece ci si è limitati alla tutela dei lavoratori dipendenti che perdevano il posto di lavoro attraverso la cassa integrazione e al sostegno (?) dell'occupazione attraverso il "Jobs act".
Ricapitolando quindi solo Italia e Grecia non hanno ancora attivato alcun intervento a sostegno degli indigenti in ottemperanza a quanto indicato dal Parlamento Europeo sebbene siano trai paesi che più di tutti hanno recepito i diktat dell'Unione Europea in fatto di austerity!!!
Sembrerebbe quasi che chi ha chiesto al nostro paese e alla Grecia l'austerity ritenga il reddito di cittadinanza una sorta di "impiccio" non utile a BCE, Trojka e FMI... 
La mancata ricezione e applicazione di quanto indicato dal parlamento europeo ha come conseguenza anche quella di creare una condizione di profonda disparità di diritti nei confronti degli altri cittadini europei.
"I have a dream" ovvero che questa disparità venga annullata ma temo che possa rimanere solo un sogno ancora a lungo... 
Simone Togneri

La vera TASSAZIONE che subiamo 10 giugno 2015


Spesso sentiamo i vari politici e i vari istituti di ricerca che ci indicano la tassazione attuale al 40-45-50-60% ma solitamente oltre a commentare che "paghiamo troppe tasse" il conteggio si ferma lì.
Vorrei invece che portaste la vostra attenzione su quella che è la realtà del "giochino" della tassazione.
Facciamo un esempio: Mario dipendente di una ditta privata guadagna 1300 euro al mese al netto delle tasse (ahahah dopo capirete perché rido) con una tassazione in busta di 700 euro (cifra non esatta ma alla fine vedrete che poco conta nel calcolo finale) che porta il suo guadagno lordo a 2000 euro a cui vanno aggiunte le tasse che l'azienda paga per Mario… diciamo altri 1000 euro che portano il lordo reale a 3000 euro. Quindi già così abbiamo che Mario incassa solo il 43.3% di quanto costa al datore di lavoro ovvero di quanto guadagna e la tassazione quindi è al 56.7% e siamo solo all'inizio… vi chiederete perché… ebbene ecco spiegato…
Mario coi i suoi 1300 euro al netto delle tasse va a fare la spesa, paga le bollette, compra i libri per gli studi del figlio, paga i biglietti di autobus, treno o quant'altro, paga la benzina, ecc.
Tutto ciò che compra Mario però è soggetto a tassazione quindi il potere d'acquisto dei 3000 euro lordi di Mario si assottiglia ancora… più o meno del 50/60% quindi dei 3000 euro iniziali rimangono al netto delle tasse, questa volta veramente al netto, circa 600 euro… calcoliamo la tassazione reale che risulta essere del 80%!!!!
Qualche politico, giornalista o opinionista ve lo hai mai detto? Penso di no… sarebbe destabilizzante…
Molti vi diranno che quello che ho scritto non è reale perché nel bilancio ciò che spendiamo dei nostri stipendi tecnicamente non è tassato perché queste tasse sono in realtà pagate da chi vi fornisce i vari prodotti/servizi e il consumatore finale si fa carico solo dell'IVA: cavolate galattiche… se aumentano le tasse i prodotti/servizi aumentano di prezzo quindi è il consumatore finale che paga quell'aumento di tassazione!!!
Cosa fare? Ci sono due alternative:
a)     Come dico sempre intanto diventare consapevoli di questo che io definisco il "grande bluff" della tassazione e poi iniziare a "stimolare" la classe dirigente affinchè capisca che il lavoro non deve essere tassato ma deve essere tassato solo in prodotto/servizio a meno che non si voglia portare fuori dal paese il frutto del proprio lavoro.
b)    Se invece si tassa solo il lavoro e si lascia solo l'IVA sui prodotti/servizi si ottiene l'esplosione delle esportazioni con ricchezza che arriva a fiumi nel nostro paese e ricado sui lavoratori che di conseguenza consumeranno di più aumentando la domanda interna con creazione di un circolo virtuoso pazzesco…
Ma nessuno vi dirà questo… è l'ora di svegliarsi… non lo pensate? Se sì parlatene con gli amici, coi colleghi, al bar, in famiglia… se invece non lo pensate beh… sogni d'oro… 

Lucca, 10 Giugno 2015

Simone Togneri

martedì 4 agosto 2015

10 MILIARDI DI TAGLI ALLA SANITA' PUBBLICA IN 3 ANNI MA LI CHIAMANO "RISPARMI"...


E' stato approvato alla Camera il decreto legge "Enti locali" che prevede 2,35 miliardi di euro di tagli alla sanità per il 2016 per un totale di 10 miliardi di cosiddetti "risparmi" nei prossimi 3 anni.
La sanità pubblica vedrà ritoccati verso il basso, ovviamente aggiungo io, le prestazioni specialistiche e un ferreo controllo sulle prescrizioni mediche di 180 prestazioni sanitarie ritenute ad elevato rischio di "inappropriatezza".
Il Governo e il Ministro della salute Lorenzin mettono quindi un vero e proprio "cappio al collo" della classe medica che da un lato è costretta, pena multe salate, a fare la massima attenzione al momento della prescrizione di prestazioni sanitarie ma dall'altro lato non viene per niente tutelata di fronte alle sempre maggiori, per numero e per costi, indagini della magistratura con quest'ultima sempre pronta a mettere alla gogna i medici anche solo per non aver prescritto un accertamento diagnostico o per non aver somministrato un farmaco che, teoricamente, potevano salvare una vita o migliorare la qualità della vita stessa dei pazienti.
E' di un anno fa circa la dichiarazione del presidente dell'associazione dei medici italiani il quale dichiarava senza mezzi termini che la cosiddetta "medicina difensiva"ovvero la pratica di richiedere asami e visite utili solo a scongiurare eventuali condanne, costa allo stato dai 10 ai 14 miliardi di euro l'anno!!!
Caro Governo e caro Ministro io vorrei dirvi solo che a differenza di tutte le altre professioni in cui il professionista può rifiutare un cliente i medici per il loro giuramento e per la legge italiana sono obbligati a prestare assistenza medica a chiunque e ovunque quindi, ferma restando la lotta alle negligenze o, ancor peggio, ai comportamenti dolosi, bastava tutelare la classe medica e si sarebbe ottenuto quel risparmio che voi avete di fatto tramutato in tagli e che invece si poteva davvero chiamare risparmio.
Caro governo e cara Ministro dovreste anche dire ai cittadini quanto costa alle ASL la difesa legale dei propri dipendenti, risorse queste sottratte ai servizi sanitari, dovreste dire ai cittadini, troppo spesso incentivati a sporgere denunce, che nei casi in cui si arriva a processo solo in una minima parte dei casi i medici vengono condannati ma nessuno li ripaga del danno professionale e morale che le accuse e i lunghissimi tempi processuali comportano.
Caro Governo e cara Ministro non era più semplice abbattere la "medicina difensiva" sicuramente non utile ai pazienti e lasciare ai medici la possibilità di valutare serenamente se una prescizione sanitaria sia adeguata o meno valutando il paziente nella sua completezza di essere umano e non i "vostri" numeri freddi e impersonali?
Io credo che anche stavolta a rimetterci saremo noi... poveri cittadini... pazienti in questo caso... o forse spazientiti... mentre nessuno tocca i veri sprechi di questo paese... lo scempio delle regioni a statuto speciale ad esempio che "succhiano via" dalle casse dello stato 4/5 miliardi di euro all'anno per ragioni anacronistiche e oramai fuori dal tempo e fuori da ogni buon senso... ma nessuno lo dice... fa comodo così... 

Simone Togneri

martedì 28 luglio 2015

RIORDINO DELLE PROVINCE: DOVE SONO I RISPARMI PROMESSI? del 28/07/2015

Ci sono voluti diversi Governi e molti anni per arrivare ad ottenere uno snellimento dei livelli istituzionali.
Finalmente (?) il Governo Renzi è riuscito ad approvare una legge che in teoria doveva produrre grande risparmio sui così detti "costi della politica"..."abbiamo eliminato le Province" ci dissero... e noi tutti felici di sapere che ci sarebbero state meno poltrone per i politici, meno spese per le elezioni, meno dipendenti pubblici... Poi abbiamo scoperto che ci hanno imbrogliato... Sì avete capito bene ci hanno imbrogliato!!!!
Veniamo ai vari punti... allora meno poltrone per i politici... si sono diminuite ma non tantissimo e ora sono i politici stessi che si eleggono tra loro eliminando di fatto la volontà popolare... quindi le poltrone ci sono anche se non ci sono più le elezioni... non dovrebbero percepire compensi (nemmeno rimborsi spese dai comuni di appartenenza?) ma le poltrone ci sono ancora...
Meno dipendenti pubblici: macchè... vengono solo spostati in altri enti che quindi si faranno carico del loro stipendio... cioè nessun risparmio sulla voce di costo più alta nella gestione dell'Istituzione Provincia...
Arrivati alla fine il risparmio è irrisorio e abbiamo perso il diritto di voto per la Provincia... dite che sia un guadagno? io penso che ci hanno guadagnato loro... come sempre accade...
A conferma di quanto ho scritto vengono buone le dichiarazioni del presidente dell'Unione delle Province d'Italia Antonio Saitta il quale affermò che "Secondo i dati del ministero, con questo ddl, il risparmio sarà di soli 32 milioni, la cifra corrispondente all'indennità degli amministratori... Ho l'impressione che questa piccola e banale riforma, che lascia sostanzialmente tutto com'è e toglie solo gli organi eletti, non produrrà gli effetti sperati. E in materia di servizi al cittadino la situazione peggiorerà."
Anche alla luce di queste dichiarazioni sicuramente fatte con cognizione di causa io mi chiedo:
- lo spostamento delle competenze dalle Province ad altri enti siamo sicuri che sarà effettivamente a costo zero?
- 32 milioni di euro di risparmi su 10 miliardi di "giro d'affari" delle Province valgono la perdita del diritto di votare i propri rappresentanti?
- Il Governo Renzi aveva dichiarato che questo ddl avrebbe portato 1 miliardo di risparmi per anno: dove sono i restanti 968 milioni?
Vi dico cosa penso io... ci hanno raccontato una balla mostruosa per "rubarci" una parte del nostro diritto sovrano di scegliere i nostri rappresentanti... e la gente cosa fa? ovviamente continua a votare PD, continua a votare FI, continua a votare NCD... allineati e coperti continuate pure a sostenere il patto del Nazareno coi vostri voti... e vi chiedo... siete complici (quindi avete il vostro interesse a mantenere questa gente qui al potere) oppure state ancora dormendo?
DRINN... DRINN... LA SVEGLIA SUONA!!! 
GIU' DALLE BRANDE DORMIGLIONI!!!!

Simone Togneri

martedì 14 luglio 2015

APPROVATO DE FACTO IL PRELIEVO FORZOSO SUI CONTI CORRENTI BANCARI DAL 01 GENNAIO 2016 del 14 Luglio 2015


Come capita spesso ci sono leggi che vengono approvate dal Parlamento italiano che passano in sordina, che vengono "annaffiate" in mezzo a tanti altri provvedimenti ma che di fatto meriterebbero ben altra attenzione anche mediatica.
I media appunto... quegli strumenti di potere che sono troppo spesso (quasi sempre?...) in mano a chi queste norme desidera, brama e che vuol tenere nascoste al popolo perchè il popolo più ignorante è più è facile da controllare.
Veniamo al punto: tecnicamente si chiama "BAIL-IN"in pratica dietro a questo termine anglofono si potrebbe nascondere un marchingegno capace di far diventare l'Italia come la Grecia.
Il parlamento Italiano ha approvato la legge di delegazione europea 2014 di cui fanno parte 58 direttive comunitarie, 10 decisioni di quadro e 6 regolamenti capirete bene quindi come in questi giorni di luglio si sia dato il via ad un parente stretto del decreto mille-proroghe in cui, solitamente, si sono spesso volute nascondere oscenità dal punto di vista del rispetto dei cittadini.


La direttiva comunitaria "bail-in" semplificando e traducendo per noi "popolo ignorante" vuol dire che dal 01 Gennaio 2016 le banche in fallimento (default) potranno risanarsi attingendo a risorse interne. Lo so ancora non è chiaro il significato... proviamo allora a pensare a quali siano le risorse interne alla banca disponibili in caso di default... Dunque di sicuro non sono i soldi degli azionisti perchè già oggi è possibile per gli azionisti ripianare i debiti con le proprie disponibilità... potrebbero essere i beni immobili ma questi andrebbero venduti e andrebbe prima incassato il ricavato e poi potrebbero essere ripianati i debiti quindi un meccanismo direi non rapido che non consentirebbe una soluzione reale e rapida in caso di fallimento... cosa rimane? i conti correnti... i depositi bancari... i NOSTRI soldi!!!!
In particolare la direttiva europea di cui stiamo parlando è la 2014/59/UE "Bank Recovery and Resolution Directive"che affronta il problema delle banche in crisi in modo da trovare "strumenti nuovi per far fronte alle situazioni di dissesto" anche in via preventiva!!!
Il BAIL-IN è uno di questi strumenti che in pratica si tradurrà nella possibilità di risolvere i problemi degli istituti di credito non solo attraverso il ricorso ad azionisti e obbligazionisti meno assicurati ma anche ricorrendo ai conti correnti superiori ai 100 mila euro.
Ovviamente il Ministero del tesoro ha smentito precisando che si tratta non di un prelievo forzoso ma della"NON RIMBORSABILITA'" ma di fatto si tratta di ripianare i debiti delle banche attraverso i soldi dei correntisti perchè che si parli di prelievo forzoso in caso di fallimento piuttosto che di non rimborsabilità poco cambia anzi per certi aspetti la non rimborsabilità è peggio perchè il prelievo forzoso potrebbe essere parziale mentre la non rimborsabilità a mio avviso difficilmente sarà parziale...
Lo scopo della direttiva europea è quello di risanare il sistema bancario che, è bene ricordarlo, solo in Italia ha una "sofferenza" stimata attorno ai 300 miliardi di euro ed è bene ricordare che questo limite di 100 mila euro già oggi in Germania è di soli 30 mila euro e in un'Europa Teutonico-centrica non è difficile immaginare che Merkel & C. cercheranno di imporre tale limite soprattutto ai paesi più a rischio tra cui ad oggi c'è anche il nostro paese!!!
Aggiungiamo che i conti correnti superiori a 100 mila euro non sono molti perchè solitamente chi ha queste cifre non le lascia "libere" sul conto corrente ma le investe rendendole quindi non aggredibili da questa norma... giocoforza saranno i piccoli e medi correntisti a rimetterci quindi se pensavate che questa normativa europea non vi riguardasse beh temo proprio che stavate sbagliando e di molto!!!

Fonte: Studio Cataldi
Simone Togneri