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lunedì 29 febbraio 2016

Il vincolo di mandato nelle istituzioni italiane dai comuni della piana sino al Parlamento


Nelle scorse settimane ha fatto notizia l'intenzione del M5S di far firmare agli apiranti candidati sindaco alle amministrative di Roma una sorta di contratto a garanzia della fedeltà degli eletti al movimento.
Tale contratto prevederebbe delle altissime pensali in caso di "tradimento".
Ma tutto questo è lecito oppure no?
L'articolo 67 della costituzione italiana afferma che "ogni membro del Parlamento rappresenta la nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato"
L'articolo 67 della costituzione parla in modo chiaro ed esaustivo dei parlamentari ma anche a livelli istituzionali più bassi i vari statuti/regolamenti ripropongono ai vari livelli lo stesso tipo di libertà.
Andando a vedere lo statuto del consiglio regionale toscano infatti si ritrova all'art. 10 il medesimo diritto dei singoli consiglieri regionali ovvero che "i consiglieri rappresentano l'intera Regione senza vincolo di mandato" e così anche nello statuto della Provincia di Lucca all'art. 33 si trova espresso il medesimo concetto "i consiglieri provinciali esercitano le proprie funzioni senza vincolo di mandato e rappresentano l'intera comunità".
A livello comunale le cose non cambiano con Lucca, il comune capoluogo di Provincia, che riporta nello Statuto comunale all'art. 25 che "i consiglieri rappresentano l'intera comunità senza vincolo di mandato" e anche il limitrofo comune di Altopascio nel prorpio statuto prevede il medesimo concetto all'art. 19 dove troviamo sancito che " il consigliere comunale rappresenta l'intero comune, senza vincolo di mandato".
Mi sembra ovvio quindi che qualsiasi forma di penale a cui si volessero sottoporre eletti, a maggior ragione i sindaci con voto diretto dei cittadini, si troverebbe a cozzare con l'attuale legislazione italiana che si basa sulla liberatà di mandato altrimenti traducibile come divieto di mandato imperativo. Nella sostanza l'eletto non ha altro che una responsabilità politica nei confronti dell'elettore e quest'ultimo può esercitare una forma di rivalsa solo e soltanto attraverso il voto alle sucessive elezioni.
Sembra apparentemente strano che un partito, pardon un movimento, come quello pantastellato sempre prodigo a denunziare il mancato rispetto di leggi e regole cada in un mancato rispetto, almeno etico e morale se non anche nella sostanza, costituzionale e statutario come questo.
Ma non mi stupirei di scoprire che, lontano dai riflettori, anche altri partiti politici applicano contratti pre elettorali simili.
La cosa risulta ancor più grave se si pensa che sindaci, assessori, consiglieri comunali e regionali sono poi responsabili davanti alla legge di eventuali manchevolezze e quindi apparentemente si vorrebbe far passare il concetto che questi eletti dovrebbero non solo votare sempre e comunque come dice "il partito" ma anche poi subire eventuali ripercussioni legali delle imposizioni del partito.
Trovo personalmente grave che si cerchi di limitare nei diritti l'eletto non attraverso la modifica di costituzione e statuti/regolamneti ma attraverso opinabili scritture private che obiettivamente non sono fonte di diritto superiore alla costituzione e quindi passibili di evidente nullità ma che rappresentano comunque un bizzarro tentativo di porre una pezza alla mancanza di struttura, organizzazione, cultura politica e quant'altro.
Tenere unite le coorti attraverso queste metodiche è probabilmente sintomatico delle carenze interne di chi certi metodi li applica, di chi avendo scarsa o nulla presenza sul territorio riesce ad eleggere sindaci, consiglieri e similari solo grazie alla "dote" elettorale proveniente dall'alto.
Ma è una strada, permettetemi di dirlo, destinata al fallimento totale perchè è in ben altro modo che si crea "massa critica" e i grandi partiti della prima Repubblica ben lo insegnavano: ci vogliono tempo, costanza, capacità ed impegno per "imparare" la politica e forse solo iniziando coi pantaloni corti e arrivandio ai capelli brizzolati si può iniziare a capire qualcosa ma soprattutto è il consenso elettorale che rende un cittadino uomo politico; senza di esso ci sono solo le chiacchere.



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