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venerdì 16 ottobre 2015

L'EDITORIALE LUCCHESE del 16 Ottobre 2015


Buongiorno a tutti!!!
Proprio mentre vi scrivo dalla mia finestra sta entrando il primo raggio di sole che filtra tra le nubi; e proprio di nubi e pioggia o meglio delle conseguenze vorrei parlarvi.
La situazione idrogeologica della piana di Lucca non può che essere quella di qualsiasi zona le cui terre sono state "strappate" alle acque che, nel nostro caso, non sono derivate solo dalle paludi (padelle del Bientina in parte bonificato e reso terreno agricolo e non solo) ma strappate al fiume Serchio e alle sue anse racchiuse in un'unico alveo secoli fa.
Chiaramente le caratteristiche di queste terre, la presenza di falde acquifere a poca profondità, magari anche le caratteristiche del terreno stesso piuttosto che la conformazoione geologica rendono le nostre zone a continuo rischio allagamento.
Non è un caso che ad allagarsi siano spesso sempre le stesse zone e non è un caso che l'urbanizzazione selvaggia operata sino a pochi anni fa abbia aggravato la situazione.
Nel medioevo prima di costruire si analizzavano tutti gli aspetti, si rispettava la natura oggi invece si costruisce a basta... è sufficiente far passare quel terreno da agricolo a edificabile e poi in qualche modo si costruisce... se poi ogni 3x2 si allaga quella zona non importa a nessuno... è tutto regolare...
Spero che questa brutta pratica di consumo indiscriminato del territorio sia finita e si passi al più presto ad un recupero consapevole in considerazione del fatto che oltre l'80% degli edifici attualmente esistenti sono stati costruiti ex novo (quindi non sulle macerie di altri o abbattendone altri) negli ultimi 100 anni: il dato è impressionante e preoccupante...
I dati sul consumo del territorio destinato all'agricoltura egli ultimi 50 anni sono impressionanti... dobbiamo renderci conto che non si può costruire all'infinito e soprattutto non si può costruire a prescindere dall'ambiente ma in sintonia con l'ambiente. Un nuovo immobile necessita di strade, servizi, ecc e tutto questo toglie superficie al terreno quindi capacità di assorbimento delle acque.
Ma non finisce qui perché i continui tagli alla manutenzione di canali, fognature, tombini di scolo, ecc assieme al clima che negli ultimi anni ci da con sempre maggior frequenza eventi più estremi rispetto a quelli a cui eravamo abituati creano una sommatoria di fattori che "esaltano" la scarsa cura con cui si è costruito nel passato anche recente.
Cosa fare? ora è dura ma intanto cercare di rimediare sarebbe opportuno: costa, costa molto, probabilmente costa molto di più rispetto a quanto si sia incassato con gli oneri di urbanizzazione ma è necessario, doveroso, giusto... Mi chiedo solo dove siano stati dirottati tutti quei soldi che negli anni d'oro del boom immobiliare lucchese e non solo sono stati incassati dalle varie amministrazioni... dovevano servire a questo e invece chissà dove sono finiti... 

Simone Togneri
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