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venerdì 12 febbraio 2016

Quartieri Arancio e San Filippo: dalla tranquillità al caos totale

Ingresso Unicoop lato PO San Luca
Visuale ingresso Unicoop e rotonda del pronto soccorso
Sono nate da tempo, non solo in me, grosse perplessità sulla procedura che sta portando all'apertura della nuova Unicoop a San Filippo.
Da subito mi sono chiesto se il percorso burocratico-amministrativo fosse stato pienamente corretto e soprattutto chi fisicamente avesse autorizzato il cambio di destinazione d'uso dell'ex falegnameria Andreini senza considerare, o considerando in modo a mio modesto giudizio inadeguato, il diverso impatto sulla viabilità delle due tipologie di attività.
La zona est della città risulterà così "violentata" da 2 grosse strutture commerciali di identica natura che gravano su arterie stradali già oggi in difficoltà e che, con l'apertura del sottopasso di Via Ingrillini, vedranno ancora aumentare il flusso di traffico su strade impossibili da adeguare.
Io, come la maggior parte dei residenti della zona, sono molto preoccupato che quelle piccole concessioni come i 46 posti auto gratuiti per il San Luca, le 20 assunzioni di residenti e investimenti nel quartiere come il parco in Piazza Salvo D'Acquisto, vengano di fatto fortemente ridimensionati unilateralmente da Unicoop mostrando l'amministrazione comunale all'apparenza succube di decisioni prese altrove che però gravano sulla pelle dei cittadini lucchesi e in particolare di questi quartieri.
Si parla tanto di processo partecipativo ma poi, questo traspare, quando entrano in gioco taluni interessi onestamente questa partecipazione appare molto "offuscata".
Mi chiedo cosa succederà, in caso di probabili ingorghi di traffico, ad eventuali ambulanze dirette in ospedale visto che proprio sulla rotonda prospiciente il pronto soccorso si sta inserendo un ingresso per Unicoop, mi chiedo cosa accadrà alle vie residenziali che collegano la Via di Tiglio con la Via Romana e che già oggi vedono sfrecciare auto a forte velocità incuranti anche di anziani non deambulanti costretti, causa barriere architettoniche, a utilizzare la sede stradale anziché i marciapiedi visto e considerato anche che il progetto di "zona 30 e sensi unici" esiste ma tarda ad essere messo in atto nonostante il costo sia davvero risibile (circa 8000€). Tale progetto, di cui sono promotore e su cui ho lavorato, in modo costruttivo ed efficace, sia in commissione LL.PP. sia interfacciandomi con assessore e ufficio tecnico comunale, mi pare attuabile e necessario oltre che di risibile costo e solleciterò quindi l'amministrazione comunale per metterlo in atto in tempi rapidi vista l'imminente apertura di Unicoop.
Non vorrei ,e con me gli altri residenti, trovarmi ancor di più nel caos visto che proposte concrete sono state fatte almeno per "salvare il salvabile" in una situazione in cui il danno, quello grave, non è stato impedito e onestamente mi piacerebbe vedere di chi è la firma sull'atto o procedura amministrativa che ha sancito il cambio di destinazione d'uso ma capisco bene che siamo in Italia e certe cose non si ritiene mai utile renderle note anche di fronte ad evidenti danni per la comunità.
Io invece riterrei doveroso chiarire iter e responsabilità magari riconducibili alla regione più che al comune e che qualcuno si assuma la responsabilità di questa scelta senza "lasciar perdere" anche solo per non far passare, ancora una volta, il concetto che quando si parla di amministrazione pubblica sia sempre valido il detto "panta rei".
Da bravo cristiano saprò certamente perdonare pur senza dimenticare perché come diciamo a Lucca "3 volte bravo vuol dire bischero".

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