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giovedì 1 ottobre 2015

Il comportamento delle banche nella crisi 27 Giugno 2015



Nei giorni scorsi ho letto diversi commenti sui social apparentemente scritti con cognizione di causa ma in realtà molto forvianti sul tema delle politiche bancarie nell'affrontare questa crisi economica.
Lasciando stare le analisi del sistema finanziario internazionale che penso siano da affrontare a parte vorrei dedicarmi ad illustrare cosa è avvenuto in Italia.
Per decenni nel nostro paese il sistema bancario è andato a braccetto con gli imprenditori e con i privati,spesso finanziando l'infinanziabile anche attraverso una serie di compromessi che legavano il creditore e il debitore in una sorta di "un colpo al cerchio e uno alla botte".
Questo sistema è stato accettato da sempre dalla PMI e dagli artigiani anche se alla fine i grandi gruppi industriali, i quali avevano anche le maggiori linee di credito bancario, spesso beneficiando di appoggi da parte dei poteri forti o avendo controllo diretto o indiretto sulle banche stesse, erano di fatto finanziati anche con altissimi rischi per gli istituti eroganti.
Questo aspetto, non da poco, si è da sempre tradotto in condizioni bancarie peggiori per privati e PMI/artigiani che oltretutto subivano vessazioni e truffe attraverso anatocismo e tassi fuori soglia usura.
Ad un certo punto arriva la crisi, causata dalle banche e dalla loro folle e insensata corsa all'utile anche attraverso strumenti pazzeschi come i famosi derivati, e gli stati per non veder crollare le loro economie vengono di fatto costretti a salvare le banche con soldi pubblici ovvero un sistema privato (banca) che si regge attraverso la gestione del denaro dei privati (cittadini e imprese) viene salvato dal fallimento grazie a enormi immissioni di denaro pubblico (ancora dei cittadini quindi) senza di fatto che venga chiesto niente in cambio perchè tutto ciò che è stato fatto (stress test inclusi) sono solo fumo negli occhi!!!
facciamo un esempio: In Grecia ci stanno raccontando di una corsa ai bancomat e del rischio che in Grecia a causa della crisi le banche non abbiano la liquidità per dare a tutti i loro clienti tutti i loro soldi in contanti: mezza verità
In realtà in nessuno stato al mondo se anche solo un decimo del denaro depositato nelle banche venisse richiesto ci sarebbe la possibilità di consegnarlo fisicamente in Itlia ad esempio nel 2012 (fonte www.ADUC.it) su 1340 miliardi di euro di moneta circolante solo 150 miliardi erano costituiti da denaro fisicamente esistente il resto sono solo bit informatici.
Quindi sappiate che se Lunedì mattina il 20% degli italiani va ad esigere il proprio denaro in contanti le banche non potrebbero consegnarlo perchè non esiste!!!
Ci stanno raccontando bugie quindi... è chiaro?
Tornando al tema principale dell'articolo la crisi è arrivata, le banche sono state salvate, vengono fatte ulteriori iniezioni di denaro alle banche attreverso le banche centrali (BCE nel nostro caso) destinato al crdito ai privati e alle imprese e le banche dicono "sì va bene siamo felici..." ma pioi intanto hanno variato le regole di accesso al credito bancario rendendole più stringenti, hanno limitato l'autonomia dei direttori di banca e lasciato che un software basato solo su calcoli matematici promuova o bocci una pratica (una delle principali banche italiane ha un sistema che risponde con il semaforo verde giallo o rosso tanto per farvi capire).
Questo di fatto ha generato il blocco dell'erogazione del credito e la crisi si è acuita con l'aggravante che le banche, rigonfiate con denaro pubblico dopo che colpevolmente erano di fatto fallite, hanno deciso di non erogare credito... Io dico ma se non volete erogare perchè vi abbiamo dovuto dare denaro pubblico? semplice per ripianare i passivi di bilancio derivati dall'attività d'investimento che non è scissa da quella di deposito.
Contestualmente la banca d'italia con un giochetto di bilancio ha spostato la proprietà della riserva aurea alle banche sottraendola al legittimo proprietario: il popolo italiano
Sapete di quanto oro si tratta? ve lo dico io: 2450 tonnellate circa per un controvalore di 100 miliardi di euro. Nel mondo al primo posto ci sono gli USA con 8100 tonnellate, poi la Germania con 3400, il FMI con 2800 e poi l'Italia con 2450 tonnellate... non eravamo messi per niente male ma ora è tutto delle banche grazie a Renzi e al PD... ma nessuno ve lo dice esattamente perchè avete solo letto che l'oro passava alle banche ma nessuno vi ha detto di quanto oro si trattava...
Però le banche non erogano... e mettono in crisi le imprese che, a causa del cambio di regole di accesso al credito, vedono dall'oggi al domani, richieste impossibili da esaudire in tempo di crisi finanziaria ovvero il rientro immediato delle loro esposizioni bancarie utilizzate per pagare i fornitori intanto che si attende di incassare dal cliente o che si attendono i crediti di imposta dallo stato.
L'imprenditore, che nella maggior parte dei casi non può rientrare da quelle esposizioni, viene iscritto nel registro dei cattivi pagatori e da quel momento tutte le altre banche chiedono a quell'imprenditore di rientrare da tutte le esposizioni bancarie ovvero lo condannano a morte!!!
L'imprenditore non può più pagare fornitori e dipendenti perchè ha i CC svuotati dalle banche, non può più fare bonifici o assegni, tutto ciò che incassa per via bancaria viene assorbito dalla banca per ripianare il debito e così chiude un'azienda, i dipendenti se sono fortunati finiscono in cassa integrazione e poi sono a spasso... e la banca? la banca ha rastrellato tutti i beni disponibili ma si è dimenticata di far presente un piccolo particolare ovvero che a conti fatti molto spesso l'imprenditore per quieto vivere non ha mai fatto storie sulle condizioni bancarie applicate e quindi l'anatocismo bancario e i tassi oltre soglia ususra non sono mai stati verificati.
Nella maggior parte dei casi e nella maggior parte delle banche era prassi consolidata applicare anatocismo e spese bancarie che portavano i tassi annuali effettivi globali (TAEG) fuori tasso usura.
La legge in questi casi prevede che sia dovuto alla banca solo il capitale con restituzione di tutti gli interessi pagati (tasso fuori soglia usura) e la restituzione del maltolto + interessi + danni cagionati nel caso dell'anatocismo.
Fatti i debiti conteggi spesso è evidenziabile che il reale debitore non era l'imprenditore ma la banca e che l'iscrizione nel registro dei cattivi pagatori era indebita ed ha cagionato un enorme danno all'impresa e all'imprenditore.
Molto spesso purtroppo l'imprenditore strozzato dalle banche non ha la forza di reagire ma quando riesce a farlo ottiene sempre risarcimenti infatti sono oramai numerose le sentenze a riguardo.
Purtroppo contestualmente alle banche si muove un'altro fucile che spara contro l'imprenditore: il fisco
ma questo è un altro eventuale capitolo...
Concludendo si può dire che il sistema bancario ha prima creato un sistema "malato" in cui l'imprenditore pensava di essere complice o meglio socio ma poi ha scoperto di essere vittima, di essere solo un prestanome insomma... Da qui il dramma dell'abbandono ovvero le banche hanno spremuto facendo gli amiconi finchè c'è stato da spremere e poi hanno chiuso i rubinetti avviando azioni di pignoramenti a 360 gradi attorno all'impresa... nessuno lo dice apertamente, nessuno lo vuole impedire perchè politica e banche sono legate anzi come si è sempre detto in certi ambienti: per avere potere si deve avere un partito politico, una banca e una squadra di calcio... ogni riferimento alla Fininvest è puramente casuale perchè ogni gruppo industriale di livello ha gli stessi intrecci di potere, a destra e a sinistra...

Lucca, 27 Giugno 2015


Simone Togneri
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