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venerdì 11 dicembre 2015

crocefisso nelle scuole elementari e medie


Periodicamente, sempre più spesso, qualcuno cerca di far rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche italiane. Chi spinge per la rimozione avvalla motivazioni di laicità e di presunte offese ad altre religioni.
Sarebbe opportuno, al di la del rispetto per una tradizione che perdura da almeno 150 anni anche nelle leggi italiane, puntualizzare cosa prevede la legge che, vogliamo sperarlo, è uguale per tutti almeno fino a prova contraria.
A tal proposito va ricordato che secondo la legge italiana il crocefisso è parte dell'arredo delle scuole elementari e medie.
Sono infatti tutt'ora vigenti i due seguenti regi decreti:
  • Regio decreto n. 965 del 1924, in particolare all'art. 118:

« Ogni istituto ha la bandiera nazionale; ogni aula, l'immagine del crocifisso e il ritratto del Re. »
  • Regio decreto n. 1297 del 1928 relativo alla scuola elementare ne decreta la presenza in questo modo per le cinque classi elementari:

« Tabella degli arredi e del materiale occorrente
nelle varie classi e dotazione della scuola.
Prima classe.
1. Il crocifisso.
2. Il ritratto di S. M. il Re.
(omissis) »
Con l'avvento della Repubblica il ritratto del Re fu sostituito con quello del Presidente della Repubblica e questa rappresenta l'unica variazione intervenuta sui Regi decreti.
Va inoltre detto che anche il Consiglio di stato si è pronunciato in merito attraverso il parere 556/2006 in cui si legge, tra l'altro, che:
« in Italia, il crocifisso è atto ad esprimere, appunto in chiave simbolica ma in modo adeguato, l'origine religiosa dei valori di tolleranza, di rispetto reciproco, di valorizzazione della persona, di affermazione dei suoi diritti, di riguardo alla sua libertà, di autonomia della coscienza morale nei confronti dell'autorità, di solidarietà umana, di rifiuto di ogni discriminazione, che connotano la civiltà italiana. Questi valori, che hanno impregnato di sé tradizioni, modo di vivere, cultura del popolo italiano, soggiacciono ed emergono dalle norme fondamentali della nostra Carta costituzionale, accolte tra i “Principi fondamentali” e la Parte I della stessa, e, specificamente, da quelle richiamate dalla Corte costituzionale, delineanti la laicità propria dello Stato italiano.
Il richiamo, attraverso il crocifisso, dell'origine religiosa di tali valori e della loro piena e radicale consonanza con gli insegnamenti cristiani, serve dunque a porre in evidenza la loro trascendente fondazione, senza mettere in discussione, anzi ribadendo, l'autonomia (non la contrapposizione, sottesa a una interpretazione ideologica della laicità che non trova riscontro alcuno nella nostra Carta fondamentale) dell'ordine temporale rispetto all'ordine spirituale, e senza sminuire la loro specifica "laicità", confacente al contesto culturale fatto proprio e manifestato dall'ordinamento fondamentale dello Stato italiano. »
In conclusione, secondo il Consiglio di Stato:
« si deve pensare al crocifisso come ad un simbolo idoneo ad esprimere l'elevato fondamento dei valori civili sopra richiamati, che sono poi i valori che delineano la laicità nell'attuale ordinamento dello Stato. Nel contesto culturale italiano, appare difficile trovare un altro simbolo, in verità, che si presti, più di esso, a farlo. »
Appare quindi molto fantasioso sostenere che sia corretta l'ipotesi di togliere i crocifissi delle aule scolastiche e che ogni tentativo di qualche non cristiano sia contrario alle leggi attuali.
Insomma lasciate ogni speranza o voi che entrate o, in alternativa, state dove siete...


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