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mercoledì 9 marzo 2016

17 Aprile: andiamo a votare alla faccia del silenzio complice



17 Aprile 2016: una data che a pochi dice qualcosa, forse ad oggi non dice nulla nemmeno a coloro i quali saranno chiamati ai seggi come scrutatori il che la dice lunga su quanto la disinformazione stia annullando qualsiasi tipo di pubblicizzazione per il referendum, importantissimo, promosso da 7 regioni italiane.

Noi, cittadini italiani, saremo chiamati a pronunciarci sull’abrogazione di una parte di una legge dello Stato che in soldoni significa decidere se le trivellazioni possano andare avanti senza se e senza ma sino all’esaurimento naturale del giacimento e se le nuove trivellazioni potranno essere fatte a meno di 12 miglia dalla costa.
Queste piccole cose, questo comma di una legge molto tecnica e complessa, possono cambiare le nostre vite in modo incredibile!!!
Facciamo degli esempi pratici che riguardano il futuro delle coste di Abruzzo, Sardegna, Toscana.
La bellissima Costa dei Trabocchi
Partiamo dalle coste toscane dove esistono già ricerche che dicono esserci giacimenti di metano a nord e a sud dell’isola d’Elba, a meno di 12 miglia dalle coste, con la possibilità quindi di vedere trivellazioni, piattaforme e quant’altro andare a fare danni estetici rovinando l’impatto visivo delle zone interessate ma anche incidendo in modo determinante sulla pulizia delle acque interessate e quindi delle coste limitrofe ma anche sulla pescosità dei mari interessati col pericolo, reale come dimostrano casi analoghi, di veder scomparire alcuni prodotti ittici tipici dai banchi dei mercati del pesce e di conseguenza dalle nostre tavole. Possiamo pensare ad una Toscana in cui il cacciucco si prepara con pesce importato?
Possiamo pensare alle coste dell’Isola D’Elba o della maremma rovinate da chiazze oleose che permangono ore ed ore lungo il bagnasciuga?
La stessa cosa potrebbe accadere sulle coste nord-ovest della Sardegna e la stessa cosa sta accadendo in Abruzzo con la piattaforma “Ombrina” posizionata a 7 chilometri dalle spiagge e non personalmente non credo sia un caso se di anno in anno all’aumentare dell’attività della piattaforma siano aumentate le chiazze oleose sulla famosissima e bellissima costa dei trabocchi e la moria di meduse delle scorso anno ha rappresentato, per me che l’ho vista, il grido d’allarme, di disperazione del mare contro lo scempio che sta subendo.


Schema piattaforma e nave raffineria
dimensione nave raffineria rispetto allo stadio di Pescara
L’unico modo di gridare che abbiamo è andare a votare il 17 Aprile per il referendum e riuscire a modificare questa legge infame che da alll’interesse economico legato al petrolio prevalenza assoluta sulle peculiarità ambientali, turistiche ed enogastronomiche della nostra bella Italia.
Io il 17 Aprile andrò a votare contro questo sistema, contro questa silenziosa disinformazione, contro la rovina dei nostri mari e delle nostre coste in cambio di 2 gocce di petrolio (di questo si tratta non di giacimenti degni dell’Arabia Saudita)




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